Beethoven 1827 – 2027
Integrale dei Quartetti per archi
CON
Quartetto Hadimova
Patrizio Rocchino, violino
Patrizia De Carlo, violino
Antonio Bossone, viola
Dario Orabona, violoncello
DATA E ORARIO
Dal 19 settembre 2026 al 18 dicembre 2027
LUOGO
Fondazione Il Canto di Virgilio
Via Santa Chiara, 10/c – Napoli
Presentazione
Beethoven 1827—2027 – Integrale dei Quartetti per archi è una rassegna celebrativa dedicata a Ludwig van Beethoven nel percorso verso il bicentenario della sua morte, prodotta dalla Fondazione Il Canto di Virgilio in collaborazione con il Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli.
In otto concerti, distribuiti tra settembre 2026 e dicembre 2027, il Quartetto Hadimova affronta l’intero universo quartettistico beethoveniano: i sedici Quartetti per archi e la monumentale Grande Fuga op. 133, diciassette capolavori che accompagnano l’intera evoluzione umana e artistica del compositore, dagli anni della formazione viennese fino alle opere estreme della maturità.
Il progetto non segue un ordine semplicemente cronologico. Ogni concerto mette in relazione pagine appartenenti a momenti diversi della produzione di Beethoven, creando corrispondenze, contrasti e prospettive d’ascolto capaci di mostrare quanto profondamente il compositore abbia trasformato la forma del quartetto. Dall’eredità di Haydn e Mozart alla libertà visionaria delle ultime opere, il quartetto d’archi diviene per Beethoven un laboratorio privilegiato di ricerca, un luogo intimo nel quale sperimentare nuove architetture musicali e spingere sempre più lontano le possibilità del dialogo tra quattro strumenti.
Protagonista dell’intera rassegna è il Quartetto Hadimova, formato da Patrizio Rocchino e Patrizia De Carlo ai violini, Antonio Bossone alla viola e Dario Orabona al violoncello.
La rassegna prenderà avvio sabato 19 settembre 2026 alle ore 18.00 con I. Le origini del discorso. Il primo appuntamento accosterà il Quartetto n. 1 in fa maggiore op. 18 n. 1, composto a Vienna nel 1799 e dedicato al principe Franz Joseph Maximilian von Lobkowitz, al Quartetto n. 10 in mi bemolle maggiore op. 74 “Le arpe”, composto nel 1809 e dedicato allo stesso mecenate. Due opere separate da dieci anni che permettono di cogliere immediatamente la trasformazione del linguaggio beethoveniano: dalla solidità della forma classica dell’op. 18 alla maggiore libertà timbrica ed espressiva dell’op. 74, il cui celebre soprannome deriva dai caratteristici passaggi in pizzicato del primo movimento.
Il percorso proseguirà sabato 21 novembre 2026 alle ore 18.00 con II. L’esposizione della forma. In programma il Quartetto n. 5 in la maggiore op. 18 n. 5, composto tra il 1798 e il 1800 e dedicato al principe Lobkowitz, e il Quartetto n. 7 in fa maggiore op. 59 n. 1 “Razumowsky”, composto a Vienna nel 1806 e dedicato al conte Andrej Razumovskij. Il confronto tra le due opere mostra l’ampliarsi delle proporzioni e delle ambizioni del quartetto beethoveniano: dalla chiarezza dell’op. 18 alla vastità formale e alla tensione espressiva dei Quartetti Razumowsky.
Il nuovo anno si aprirà sabato 16 gennaio 2027 alle ore 18.00 con III. L’eroismo e l’introspezione. Il Quartetto n. 3 in re maggiore op. 18 n. 3, composto tra il 1798 e il 1800 e dedicato a Lobkowitz, sarà posto in relazione con il Quartetto n. 12 in mi bemolle maggiore op. 127, scritto tra il 1823 e il 1824 per il principe Nikolaj Galitzin e presentato per la prima volta a Vienna il 6 marzo 1825. Il passaggio dall’op. 18 a uno degli ultimi quartetti rivela la distanza percorsa da Beethoven: il linguaggio si fa più concentrato, interiore e libero, fino a trasformare la forma classica in uno spazio di meditazione personale.
Sabato 6 marzo 2027 alle ore 18.00, IV. Oltre i confini metterà al centro tre pagine particolarmente significative. Il Quartetto n. 2 in sol maggiore op. 18 n. 2, composto tra il 1798 e il 1800 e dedicato al principe Lobkowitz, sarà seguito dal Quartetto n. 11 in fa minore op. 95 “Serioso”, composto nel 1810 e dedicato a Nikolaus Zmeskall. A completare il programma sarà la Grande Fuga in si bemolle maggiore op. 133, composta tra il 1825 e il 1826, dedicata all’arciduca Rodolfo e originariamente concepita come finale del Quartetto op. 130. Con la Grande Fuga, Beethoven conduce il quartetto in un territorio radicalmente nuovo, anticipando soluzioni musicali che saranno pienamente comprese soltanto dalle generazioni successive.
Il quinto appuntamento, V. Specchi del tempo, è in programma venerdì 30 aprile 2027 alle ore 18.00. Saranno eseguiti il Quartetto n. 16 in fa maggiore op. 135, ultima opera quartettistica compiuta da Beethoven nel 1826, dedicata a Johann Nepomuk Wolfmayer ed eseguita postuma a Vienna il 23 marzo 1828, e il Quartetto n. 15 in la minore op. 132, composto nel 1825 per il principe Nikolaj Galitzin e presentato per la prima volta a Vienna il 9 settembre dello stesso anno. Due opere dell’ultima stagione creativa nelle quali essenzialità, introspezione e ricerca formale raggiungono una sintesi tra le più alte dell’intera produzione beethoveniana.
Sabato 26 giugno 2027 alle ore 18.00 la rassegna proseguirà con VI. La forza del destino. Il programma accosterà il Quartetto n. 6 in si bemolle maggiore op. 18 n. 6, composto tra il 1798 e il 1800 e dedicato al principe Lobkowitz, al Quartetto n. 13 in si bemolle maggiore op. 130, composto tra il 1825 e il 1826 per il principe Nikolaj Galitzin e presentato per la prima volta a Vienna il 21 marzo 1826. Ancora una volta la stessa tonalità diventa il punto di partenza per osservare due mondi lontanissimi: da un lato la giovane scrittura beethoveniana, dall’altro una delle costruzioni più complesse e sorprendenti degli ultimi anni.
Dopo la pausa estiva, il progetto riprenderà sabato 9 ottobre 2027 alle ore 18.00 con VII. Visioni profetiche. Il Quartetto n. 8 in mi minore op. 59 n. 2 “Razumowsky”, composto a Vienna nel 1806 e dedicato al conte Andrej Razumovskij, sarà accostato al Quartetto n. 14 in do diesis minore op. 131, composto nel 1826 e dedicato al barone Joseph von Stutterheim. Quest’ultimo, articolato in sette sezioni eseguite senza interruzione, rappresenta uno dei vertici più audaci della produzione di Beethoven e una delle opere che maggiormente hanno influenzato il pensiero musicale dei secoli successivi.
Il ciclo si concluderà sabato 18 dicembre 2027 alle ore 18.00 con VIII. Il cerchio si chiude. Il Quartetto n. 4 in do minore op. 18 n. 4, composto tra il 1798 e il 1800 e dedicato al principe Lobkowitz, incontrerà il Quartetto n. 9 in do maggiore op. 59 n. 3 “Razumowsky”, composto tra il 1806 e il 1807 e dedicato al conte Andrej Razumovskij. Il concerto conclusivo ritorna così alle opere della prima e della piena maturità, chiudendo idealmente un itinerario che avrà attraversato l’intera produzione quartettistica del compositore.
Con Beethoven 1827—2027, l’integrale dei Quartetti per archi diventa dunque molto più di una successione di concerti: è un progetto di ascolto sviluppato nell’arco di sedici mesi, pensato per seguire da vicino l’evoluzione di uno dei linguaggi più innovativi della storia della musica. Dai primi quartetti dell’op. 18 alle opere estreme degli ultimi anni, Beethoven trasforma progressivamente la forma ricevuta dalla tradizione in un territorio personale di ricerca, libertà e visione.
Il Quartetto Hadimova accompagna il pubblico lungo questo itinerario restituendo, appuntamento dopo appuntamento, la complessità di una produzione nella quale il dialogo fra quattro strumenti diventa una delle espressioni più profonde del pensiero musicale beethoveniano.
Il progetto è prodotto dalla Fondazione Il Canto di Virgilio in collaborazione con il Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli.
Per info: 0813425603 – segreteria@fondazioneilcantodivirgilio.it
Prevendite abituali: www.azzurroservice.net

